Anti-corruzione

ADEMPIMENTI ANTICORRUZIONE

Cosa c’è da sapere e soprattutto fare


Scopra l’importanza nel completare tutti gli adempimenti previsti!

 

Lei è un responsabile anticorruzione?

Vuole continuare a rischiare di incorrere in sanzioni personali che vanno da 1.000 a 10.000 euro?

anticorruzione


 

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GLI ADEMPIMENTI

  • stilare un piano triennale di prevenzione della corruzione;
  • individuare tra i diversi uffici il grado di rischio corruzione e le relative misure organizzative atte a prevenirla;
  • individuare il responsabile anticorruzione (di norma nella figura del Segretario Generale);
  • entro il 31 gennaio di ogni anno successivo l’organo di indirizzo politico deve adottare il piano triennale di prevenzione della corruzione, lo stesso piano va inviato al dipartimento della funzione pubblica;
  • impostare piani di rotazione dirigenziali, dove questo non è possibile, la motivazione deve essere riportata nel piano;
  • garantire formazione in materia anticorruzione ai dipendenti pubblici;
  • munirsi di un codice di comportamento e garantire trasparenza;
  • il responsabile deve predisporre e pubblicare nel proprio sito istituzionale una relazione rispetto le attività svolte nel corso dell’anno secondo il modello predisposto dall’ANAC.

SANZIONI

  • La mancata predisposizione del piano e la mancata adozione delle procedure per la selezione e la formazione dei dipendenti costituiscono elementi di valutazione della responsabilità dirigenziale che può tradursi in:
    1. mancato raggiungimento degli obiettivi ovvero dall’inosservanza delle direttive che comporta, come conseguenze, l’impossibilità del rinnovo dell’incarico e, nei casi più gravi, la revoca e perfino il recesso dal rapporto di lavoro;
    2. colpevole violazione dei doveri di vigilanza sui dipendenti, che comporta la decurtazione, in rapporto alla gravità della violazione, di una quota fino all’80 per cento della retribuzione di risultato
  • La mancata approvazione del regolamento dei controlli interni è sanzionata con lo scioglimento del Consiglio Comunale;
  • Dalla Delibera del 9/9/2014 di ANAC sono previste sanzioni a carico del responsabile anticorruzione dell’importo che varia tra i 1.000 e i 10.000 euro se il piano non è stato adottato o è stato adottato in maniera non corretta.

 

 

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Dalle responsabilità previste dalla legge 190, si può essere esonerati solo provando che il fatto  si è verificato nonostante siano state adottate, da parte del responsabile, le azioni previste al comma 12, ossia di aver predisposto, prima del fatto, il piano e allo stesso tempo di aver svolto i compiti di verifica dell’efficace attuazione, osservanza e aggiornamento (in caso di necessità del piano stesso).


EURISTICA affianca l’Ente con attività
di formazione e tutoraggio attraverso:


organizzazione di corsi formativi

presso la sede dell’Ente in materia di anticorruzione così da mettere i dipendenti comunali in linea con quelle che sono le direttive e con lo scopo di offrire a dirigenti e amministratori le metodologie, le tecniche e le linee guida per crearsi modelli di piani anticorruzione.
Gli Enti, stante il carattere obbligatorio del suo svolgimento, potranno legittimamente derogare il tetto di spesa definito al comma 13 dell’articolo 6 del d.l. 78/2010.

redazione/aggiornamento piano

affianchiamo l’Ente, attraverso una metodologia tutoring, nella creazione degli atti e del regolamento dei controlli interni e nella redazione del piano dell’anticorruzione anche alla luce della circolare n.1/2013 del Dipartimento della funzione pubblica.


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Dott. Luca Del Frate

Esperto in materia, Consulente e docente in organizzazione delle risorse umane ed in processi di programmazione e controllo nella PA. Componente e Presidente di Organismi Indipendenti di Valutazione di Enti Locali. Già Responsabile di Servizio “Organizzazione e personale” presso Enti locali

Considerazioni in tema di Piano Anticorruzione nelle PA
Prevenzione della illegalità amministrativa, trasparenza e Piani della performance

“Nel corso delle nostre attività a presidio dei processi di formazione obbligatoria in tema di Piani anti-corruzione e/o anti-illegittimità/illegalità dell’azione amministrativa, ciò che abbiamo potuto apprezzare è la difficile acquisizione da parte delle Pubbliche amministrazioni dell’ottica “programmatoria,” in sede di gestione delle attività a rischio corruzione/illegittimità/illegalità dell’azione amministrativa e correlata attività di previsione degli interventi organizzativi di prevenzione e contrasto conseguente.
L’acquisizione di una tale forma mentis , da parte di tutti gli attori coinvolti nell’ambito dell’attuazione delle suddette misure di prevenzione del rischio illegittimità, di cui si compone il singolo Piano- anticorruzione, a valenza triennale, è vieppiù indispensabile e necessaria, in quanto, un Piano anti-corruzione che non si preoccupi dei necessari collegamenti “sinergici” con il Piano degli obiettivi e con il Piano triennale della performance, può portare l’ANAC alla contestazione al singolo Ente locale della inidoneità del Piano stesso al raggiungimento delle finalità ad esso assegnate dalla L.190/2012 e dal Piano Nazionale Anti-corruzione, approvato dall’ANAC, su proposta del Dipartimento della Funzione Pubblica, nel settembre 2013.
Ciò diventa ancora più vero alla luce del recente intervento legislativo di cui all’art.19, comma 5 del DL 90/2014, in virtù del quale anche l’organo di indirizzo-politico (ossia la Giunta Municipale) deve porsi il problema se il piano approvato è coerente con le vigenti previsioni dei Piani finanziari e di bilancio, nonché con il ciclo di gestione della performance, pena l’irrogazione si specifiche sanzioni amministrative.
Difatti, ai sensi del su citato testo normativo è espressamente previsto che anche l’organo di indirizzo politico- amministrativo, è passibile di una sanzione amministrativa, irrogata direttamente da ANAC, in applicazione della L.689/81, non solo nel caso in cui il piano triennale della prevenzione della corruzione, il programma triennale per la trasparenza ed il codice di comportamento non siano stati adottati, ma anche nel caso in cui i suddetti documenti non siano ritenuti efficaci, perché non rispondenti alle specifiche organizzative e “programmatorie” del singolo Ente locale.”


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