Il Consiglio dei Ministri del 3 marzo ha approvato il nuovo “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione”. L’Esecutivo ha quindi esercitato la facoltà concessa dalla L. 11/2016 di adottare un “unico decreto legislativo” per la riforma dei contratti pubblici entro il 18 aprile, data dalla quale entreranno in ogni caso in vigore nel nostro ordinamento le nuove direttive comunitarie in materia. Per avere in Gazzetta Ufficiale il nuovo Codice entro il 18 aprile 2016 (come detto, termine fissato dalla legge delega per l’approvazione del decreto), occorrerà ottenere i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata, delle Commissioni parlamentari, la registrazione della Corte dei Conti e la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato. Detto iter dovrà concludersi in un lasso di tempo non inferiore a 45 giorni. Se l’iter andrà a buon fine in Nuovo Codice si applicherà a partire dalla sua entrata in vigore, il prossimo 18 aprile, e sostituirà, tra le altre norme, il vecchio D.Lgs. n. 163/2006 ed il d.P.R. n.207/2010. Tra le principali novità del Nuovo Codice (nella sua attuale versione) si segnalano, tra gli altri, i seguenti temi ed istituti: RUOLO CENTRALE ALL’ANAC; AVCPASS AL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE; AVVALIMENTO; CENTRALI DI COMMITTENZA; CERTIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI; CRITERI DI AGGIUDICAZIONE; CRITERI PREMIALI; DEFINIZIONE DELLE CONTROVERSIE; DOCUMENTO DI GARA UNICO EUROPEO; GARE ELETTRONICHE; PAGAMENTI DIRETTI; RATING REPUTAZIONALE; SOA; SOCCORSO ISTRUTTORIO.

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